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Home Assistant: Cos’è e come funziona

Home Assistant è uno dei migliori software open source per gestire domotica e smart home. In questa guida scopriremo insieme cos’è, come funziona e tutte le caratteristiche che lo rendono unico.

Home Assistant: Cos’è?

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Home Assistant (Sito ufficiale) è una piattaforma domotica che permette di aggiungere e gestire tutti i dispositivi domestici intelligenti della nostra casa.

La sua grande diffusione dipende dal fatto che è open source, quindi gratuita, e viene alimentato da una vasta comunità che lavora costantemente per migliorarlo.

Uno dei grandi vantaggi di Home Assistant, inoltre, è che non è basato su cloud come altre piattaforme simili. È stato costruito pensando proprio alla sicurezza e alla privacy, quindi tutto viene eseguito localmente.

Come funziona Home Assistant

Esempio di una dashboard di Home Assistant
Esempio di una dashboard di Home Assistant

Home Assistant è un software che funziona come sistema di controllo centrale per i dispositivi domestici intelligenti.

È possibile accedervi tramite un’interfaccia utente basata sul Web, tramite app complementari per Android e iOS o utilizzando i comandi vocali attraverso un assistente virtuale supportato come Google Assistant, Siri e Amazon Alexa, ma ci sono anche alternative open source come Almond e Genie.

Tutti i dispositivi, le tecnologie, i software, le applicazioni e i servizi IoT sono supportati da componenti ad integrazione modulare, che non solo includono integrazioni native per protocolli di connettività locali come Bluetooth, MQTT, Zigbee e Z-Wave, ma supportano anche il controllo di ecosistemi proprietari se forniscono accesso pubblico tramite un’API aperta per integrazioni di terze parti.

Dopo che l’applicazione software Home Assistant è stata installata come dispositivo informatico, fungerà da sistema di controllo centrale per la domotica.

Vediamone le caratteristiche principali:

  • Funziona con più di 1.000 dispositivi: Home Assistant si integra con oltre mille dispositivi e servizi diversi. Dopo essere stato avviato, eseguirà automaticamente la scansione della rete alla ricerca di dispositivi noti e ci consentirà di configurarli facilmente.
  • È integrabile: è possibile integrare Home Assistant nel tempo con componenti aggiuntive. Home Assistant, infatti, non si limita solo a Home Assistant, ma si possono installare facilmente altre applicazioni per implementare la gestione della casa. Si può usare, ad esempio, con AdGuard che blocca gli annunci pubblicitari ed è basato su DNS, con motori di automazione di terze parti come NodeRed e si può persino trasformare Home Assistant in un punto di connessione a Spotify.
  • App mobili complementari: è possibile usare le app ufficiali di Home Assistant per controllare rapidamente tutti i dispositivi e ricevere notifiche dai dispositivi domestici anche tramite l’Apple Watch o altri smartwatch. Le app possono anche essere utilizzate per inviare la posizione di casa per utilizzare il rilevamento della presenza come parte delle automazioni. I dati vengono inviati direttamente a casa senza nessun accesso da parte di terzi.
  • Potenti automazioni: dopo aver integrato tutti i dispositivi della casa, si può lanciare il motore di automazione avanzato di Home Assistant per far funzionare tutto automaticamente, come accendere la luce quando il sole tramonta o quando torniamo a casa, ricevere un avviso quando lasciamo la porta del garage aperta e così via.
  • Sicurezza e privacy: con Home Assistant tutti i dati della Smart Home rimangono locali in quanto non si utilizza un cloud. Home Assistant, infatti, comunica con i dispositivi localmente e, in mancanza di altre possibilità, eseguirà il fallback per estrarre i dati dal cloud. Nessun dato viene archiviato nel cloud e tutto viene elaborato localmente.
  • Gestione energetica della casa: Home Assistant permette di tenere sotto controllo il consumo di energia con la sua funzione di gestione dell’energia domestica. Questo ci dà la possibilità di ricevere tutte le informazioni in proposito, di ottimizzare la produzione energetica dei pannelli fotovoltaici, di pianificare il consumo di energia e dunque di risparmiare denaro.

Utilizzo reale: alcuni esempi e automazioni

Home Assistant in funzione
Home Assistant in funzione

Per chi non ha mai usato Home Assistant può essere molto interessante poter conoscere degli esempi pratici di alcune sue funzioni e per questo abbiamo deciso di proporvene alcuni a titolo esplicativo, per rendervi conto meglio di cosa stiamo parlando:

Controllo dell’illuminazione: Home Assistant accende una luce o un interruttore in base al rilevamento del movimento e, facoltativamente, se c’è un basso livello di illuminazione. Si può anche impostare un blocco e limiti di tempo per l’automazione, ma si può anche fare in modo che l’elemento si spenga dopo un certo numero di minuti senza rilevamento di movimento.

Promemoria avanzato dei farmaci: possiamo impostare gli orari in cui dobbiamo assumere i farmaci e un dispositivo mobile con app per ricevere la notifica sul cellulare. È possibile anche personalizzare le frasi delle notifiche e aggiungere un’azione personalizzata come una notifica dell’altoparlante.

Avviso di batteria scarica: si può impostare la funzione che ci notifica quando ogni dispositivo connesso sta per finire la batteria o quando ha superato una certa soglia preimpostata.

Foto del movimento rilevato: questa funzione permette ad Home Assistant di inviare una foto al cellulare quando la videocamera di sicurezza (o una telecamerina IP) rileva un movimento in modo tale che possiamo controllare cosa sta succedendo e chi è il responsabile del movimento.

Potremmo continuare con moltissimi altri esempi, ma volevamo solo darvi degli esempi delle potenzialità di Home Assistant che possono semplificare al massimo l’organizzazione della nostra vita facendoci risparmiare tempo e permettendoci di risparmiare sul consumo energetico con conseguente taglio della bolletta.

Quanto è difficile da installare e amministrare?

Per quanto riguarda l’installazione bisogna sapere che non si tratta di un sistema plug and play, ma non è neanche così difficile da richiedere un tecnico che sappia programmare.

Si può installare Home Assistant su computer, micro-computer (raspberry), tablet, oppure su un NAS in diversi modi e con diversi sistemi operativi. Esiste un metodo semplice che è eccellente per i principianti e ci sono anche altri metodi per utenti più avanzati. Vediamone alcuni:

Home Assistant Image: questo metodo è il più semplice. Scarica automaticamente i pacchetti necessari e installa l’ultima versione di Home Assistant. Include anche l’Add-on Store in cui è possibile installare il software direttamente dall’interfaccia web di Home Assistant. Un altro grande vantaggio di questo metodo è che puoi aggiornare rapidamente Home Assistant e i componenti aggiuntivi con un clic su un pulsante.

Home Assistant Core: un altro metodo consiste nell’installare la versione principale di Home Assistant in sistemi operativi come Windows, Mac e Linux. Tuttavia, la versione principale è un po’ più avanzata, quindi richiede maggiore abilità e inoltre non include l’Add-on Store.

Home Assistant Supervised: esiste anche una versione supervisionata di Home Assistant che puoi installare su una macchina Linux e include l’Add-on Store. È un po’ più avanzato ma esistono guide online che possono aiutarci.

Al contrario dell’installazione, la gestione di Home Assistant è molto user-friendly, cioè non richiede specifiche abilità in quanto le app sono molto intuitive e fanno tutto il lavoro per noi, fornendoci anche schermate chiare ed esaustive della situazione di ogni dispositivo e permettendoci di intervenire in modo estremamente semplice.

Vai alla Documentazione ufficiale >

Integrazione con assistenti vocali

Come abbiamo visto Home Assistant è integrabile con gli assistenti vocali Amazon Echo (Alexa) e Google Nest (Assistant) e si può poi gestire tramite interfaccia web o app per smartphone e tablet.

Amazon Echo (Alexa): con Home Assistant Cloud, possiamo connettere Home Assistant in pochi semplici clic ad Amazon Alexa. Non è necessario avere a che fare con DNS dinamici, certificati SSL o aprire porte sul router; basta accedere tramite l’interfaccia utente e verrà stabilita una connessione sicura con il cloud. Home Assistant Cloud richiede un abbonamento a pagamento dopo una prova gratuita di 30 giorni.

Google Nest (Assistant): l’integrazione Nest ci consente di integrare i nostri dispositivi Google Nest in Home Assistant. Questa integrazione utilizza l’API Smart Device Management e Cloud Pubsub di Google per ascoltare in modo efficiente le modifiche allo stato del dispositivo o altri eventi. Attualmente è disponibile il supporto per clima, sensori e telecamera, mentre altri tipi di dispositivi come rilevatori di fumo e CO2 o sistemi di sicurezza non sono attualmente supportati dall’API SDM. Ci permette di autorizzare un singolo dispositivo, più dispositivi o diversi livelli di funzionalità come la rilevazione del movimento e il live streaming per qualsiasi device.

Quanto costa Home Assistant?

La caratteristica che ha reso famoso e popolare Home Assistant è proprio quella di essere gratuito e di non presentare costi nascosti in quanto è open source, termine che sta a significare “sorgente aperta”: in pratica la licenza del programma non è di proprietà esclusiva di un determinato soggetto fisico o giuridico e quindi vi si può accedere liberamente e si può anche modificare per adattarla alle proprie necessità o migliorarla per adattarsi a nuove realtà.

A far evolvere il programma sono proprio gli utenti che formano una specie di comunità e si condividono in rete le modifiche, i suggerimenti e le istruzioni per acquisire le nuove modifiche.

Home Assistant vs OpenHab

Home Assistant e Open Hub sono le due piattaforme open source per la domotica più popolari e molti utenti si trovano a dover scegliere tra i due.

Per questo motivo abbiamo pensato di metterli a confronto per analizzarne le differenze, i vantaggi e gli svantaggi.

I vantaggi di Home Assistant

  • Ampia gamma di supporto: Home Assistant può connettersi sia ai servizi cloud che ai dispositivi locali che supportano l’IoT includendo l’elaborazione delle immagini, luci, serrature, lettori multimediali, sensori, interruttori, monitor e persino cassette postali. Il software può funzionare anche con altri ecosistemi domotici come quello di Amazon, Apple, Google e Ikea. Inoltre, ci sono oltre 1600 plugin che consentono di sfruttare appieno il potenziale dell’automazione domotica.
  • Scoperta automatica: Home Assistant può rilevare automaticamente alcuni dispositivi intelligenti presenti in casa utilizzando l’integrazione di rilevamento e quindi collegarli uno per uno.
  • Semplice interfaccia utente: Home Assistant ha un’interfaccia attraente che offre la stessa facilità d’uso sia su dispositivi mobili che web. Ha un proprio sistema operativo chiamato HASS la cui interfaccia web aiuta con gli aggiornamenti e la gestione generale e questo lo rende accessibile anche ai principianti.
  • Compatibilità della piattaforma: si può distribuire il programma Home Assistant Core su qualsiasi server che esegue diversi sistemi operativi come Windows, macOS o Linux. Può essere utilizzato anche su piattaforme hardware come un computer a scheda singola come Raspberry Pi. È inoltre disponibile sia su App Store che su Google Play per supportare i dispositivi mobili basati su questi due sistemi operativi.
  • Nuove uscite ogni 2 settimane: i suoi nuovi aggiornamenti escono ogni due settimane e permettono di proteggersi dalle nuove minacce alla sicurezza e anche di mantenere i sistemi connessi sincronizzati con gli ultimi aggiornamenti.
  • Leggero: rispetto a molti dei suoi maggiori concorrenti, Home Assistant è molto più leggero quindi il software non pesa sulla RAM o sulla CPU e ci offre più velocità e maggiori prestazioni.

Gli svantaggi di Home Assistant

  • Stabilità: essendo soggetto a continui aggiornamenti non riesce a mantenere la massima stabilità in quanto a volte alcune versioni contengono bug a causa della scadenza.
  • Documentazione a supporto: nella comunità di Home Assistant ci sono più utenti che chiedono aiuto rispetto a quelli che forniscono soluzioni e la sua documentazione non è molto strutturata quindi non è sempre semplice orientarsi.

I vantaggi di Open Hub

  • Ampia compatibilità: funziona con più di 200 tecnologie e sistemi di domotica e quindi con migliaia di dispositivi ed è modulare, cioè include componenti aggiuntivi che funzionano come estensioni del browser.
  • Scoperta automatica: anche OpenHAB rileva automaticamente i dispositivi intelligenti eseguendo la scansione della rete locale.
  • Motore flessibile: con questo software possiamo persino creare noi stessi un oggetto smart e collegarlo al sistema.
  • Stabilità: ogni aggiornamento viene eseguito dopo un rigoroso processo di approvazione e ciò ne garantisce la stabilità su tutti i dispositivi.

Gli svantaggi di OpenHAB

  • Installazione: il processo è lungo e abbastanza complicato per i meno esperti.
  • Sviluppo lento: basandosi su un rigoroso sistema di controllo per l’integrazione di nuovi dispositivi, Open Hub ha un processo di sviluppo un po’ più lento di altri.

Conclusioni e considerazioni finali

Home Assistant è di certo un’ottima possibilità per chi vuole rendere la propria casa domotica.

Mette al primo posto delle sue priorità il controllo locale e la privacy ed è alimentato da una comunità mondiale di tecnici e appassionati del fai da te di cui ognuno di noi può entrare a far parte per essere protagonisti del proprio benessere domestico.


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