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Matter: Cos’è e come funziona il nuovo standard per la domotica

In questa pagina parleremo di Matter, il nuovo standard per la domotica che ha come obiettivo quello di far “collaborare” tutti i dispositivi connessi già presenti in casa, unificando dunque tutti i protocolli.

Il settore della domotica ha attraversato negli ultimi anni un periodo di enorme sviluppo e chi si è appassionato di questo settore cogliendone tutti gli straordinari vantaggi sa quanto sia importante il tema dell’interoperatività: quando compriamo un qualsiasi device intelligente per integrare l’automazione della nostra casa, non dovremmo preoccuparci della sua compatibilità con l’intero sistema, eppure ad oggi è un timore più che giustificato.

Proprio per questo Matter è un tema fondamentale da conoscere, perché si presenta come la soluzione definitiva a tutti i nostri problemi di interoperatività.

A molti potrà sembrare un miraggio, eppure siamo alle porte di una vera e propria trasformazione radicale del modo di concepire la domotica e la smart home.

Come sempre succede agli albori di qualsiasi rivoluzione, i dubbi sono in agguato e possiamo risolverli solo con una conoscenza più approfondita, che è proprio l’obiettivo di questo articolo.

Che cos’è Matter?

Logo di Matter
Logo di Matter

Sul finire del 2019 è nato il progetto CHIP (Connected Home over IP) che possiamo tradurre in italiano con ‘Casa connessa su IP’ e che da allora ha assunto invece il nome di Matter: si tratta di un protocollo standard volto a ridurre la frammentazione esistente tra i vari produttori di dispositivi per la domotica e dunque giungere alla totale interoperatività dei vari apparati domestici intelligenti con le piattaforme IoT (Internet for things) dei diversi provider.

In parole povere, significa che quando compreremo ad esempio un termostato intelligente per la nostra cosa non dovremo più chiederci se lo stesso compatibile sia con Samsung Smart Things, ossia con l’applicazione Samsung che permette di controllare i dispositivi elettronici con lo smartphone, perché comprando un termostato certificato Matter avremo la certezza che lo stesso sarà compatibile.

Perché abbiamo bisogno di Matter?

Il discorso dell’interoperatività dei device per la casa intelligente è cruciale per diversi motivi.

Innanzitutto i produttori di tali strumenti spendono più tempo ed energia a cercare di farli interagire con due o tre diverse piattaforme che a concentrarsi sulla creazione di strumenti migliori, più funzionali e con maggiori possibilità d’uso.

Tutto ciò si riflette non solo sulla qualità dei prodotti, ma anche sul loro costo e di questo passo la possibilità che la domotica sia un’opzione accessibile a tutti si allontana sempre di più.

L’altro fattore che rende la questione dell’interoperabilità una spina nel fianco è quella di cui abbiamo parlato in precedenza: i consumatori sono lasciati a loro stessi nel tentativo di comprendere quali dispositivi siano compatibili con determinate piattaforme e spesso si trovano a dover risolvere autonomamente i problemi che sorgono.

Tutto questo scoraggia molte persone che apprezzano i vantaggi della domotica ma sono frenati da queste difficoltà e finiscono per abbandonare i loro progetti di avere una casa intelligente.

Come funziona Matter?

Attualmente il grande problema della domotica è che non esistono solo uno o due standard tra cui scegliere, ce ne sono molti (Zigbee, Z-Wave, Wi-Fi, Bluetooth) ognuno con i propri vantaggi e svantaggi. Inoltre ogni protocollo ha tentato di diventare il principale a cui gli altri avrebbero dovuto adeguarsi, ma nessuno è riuscito nell’impresa.

Matter, a differenza dei precedenti, è uno standard open-source creato da più di 200 aziende che sfrutta le tecnologie esistenti (Thread, Bluetooth, Wi-Fi, e ethernet) per consentire ai nostri device di comunicare fra loro a livello locale, senza presentare la necessità di avere un cloud.

A rendere Matter unico nel suo genere è il fatto che è organizzato dalla CSA (Connectivity Standards Alliance) che precedentemente si chiamava Zigbee Alliance: il suo consiglio di amministrazione comprende i dirigenti di Amazon, Apple, Comcast, Google, Huawei, IKEA, Lutron Electronics, Signify (in precedenza Philips Lighting), Silicon Labs, SmartThings e moltissimi altri marchi che sono leader nel settore della domotica e che coprono i più vari servizi per la casa.

Insomma, sembra che finalmente le grandi aziende di smart things abbiano capito che l’unione fa la forza e che il proprio successo è legato indissolubilmente a quello degli altri. Lavorando insieme, queste aziende puntano all’applicazione di un unico protocollo che ci liberi finalmente da tutti i problemi di compatibilità.

Nella pratica, una casa Matter avrà bisogno di un access point wi-fi e di un apparecchio di controllo Matter. A svolgere quest’ultima funzione può essere uno smartphone, un tablet o un router Thread che collabora con il sistema smart house che usiamo, come un altoparlante Amazon Echo, un Google Nest Hub, un Apple HomePod Mini o un hub Samsung SmartThings (chiamati anche smart speakers). Dunque i dispositivi funzioneranno su piattaforme diverse, mentre le automazioni no.

Tutti i device smart certificati Matter potranno essere incorporati nella casa smart Matter e ciò sta a significare che vedremo realizzato il sogno di poter comprare qualsiasi dispositivo intelligente senza doverci preoccupare della sua compatibilità.

Ma non basta: la ciliegina sulla torta sta nel fatto che la configurazione stessa sarà semplificata al massimo perché la configurazione ‘Frustration-Free’, ossia ‘senza frustrazione’ di Amazon fa parte delle specifiche di Matter e, insieme al processo di configurazione Matter, farà in modo che l’unica cosa che dovremo fare dopo aver comprato un nuovo dispositivo sarà collegarlo e lui si connetterà automaticamente alla nostra casa smart.

A quel punto si realizzerà di certo quella diffusione domotica che al momento risulta ancora troppo complicata per molti e avere una casa intelligente sarà alla portata di tutti.

Cos’è Thread?

Quando si parla di Matter non si può non menzionare Thread e approfondire l’argomento: Thread è un protocollo radio che è stato sviluppato da Nest insieme ad altre sei aziende del settore e che è entrato in uso nel 2014. Il suo ruolo è fondamentale in quanto permette agli apparecchi intelligenti della casa domotizzata di collegarsi ad internet e dunque ad altri dispositivi compatibili.

Gli sviluppatori di Matter hanno scelto Thread e Wi-Fi come principali protocolli su cui i device certificati Matter possono collegarsi.

In particolare, Thread si caratterizza per un’alta velocità e una grande affidabilità. Per quanto riguarda la prima peculiarità, basti considerare che con Thread un sensore di movimento si attiverà in un millisecondo rispetto al secondo standard necessario ad altri sistemi simili.

Per quanto riguarda l’affidabilità, invece, se ci succede di scollegare accidentalmente l’hub, con Thread la rete non si interromperà poiché, con un numero sufficiente di dispositivi distribuiti, una rete Thread può autoripararsi.

Inoltre Thread offre numerosi vantaggi rispetto ad altri protocolli come Wi-Fi, Bluetooth Zigbee o Z-Wave e la ragione è piuttosto semplice: mentre Thread è stato creato appositamente come protocollo della casa smart, gli altri sono stati adattati a questa funzione e dunque presentano inevitabilmente problemi pratici e di usabilità.

Ad esempio Wi-Fi richiede una quantità di energia eccessiva per i dispositivi alimentati a batteria, Bluetooth ha consistenti limiti di portata, e Zigbee e Z-Wave necessitano di hub dedicati che sono molto complicati nella configurazione, ingombranti e che aumentano le possibilità di generare errori.

Quando vedremo dispositivi certificati Matter?

Quello che è stato definito ‘il Rinascimento della casa intelligente‘ si sta dunque avverando, ma molti si chiedono quanto dovranno aspettare perché diventi realtà a tutti gli effetti.

Il fatto che sia stato lanciato alla fine del 2019 e che, dunque, sia passato più di anno senza aver visto la sua applicazione pratica ha portato molti ad essere pessimisti sulla speranza che la rivoluzione si possa effettivamente concretizzare, ma in realtà sembra ormai assodato che la specifica finale di Matter e il relativo programma di certificazione saranno finalizzati entro il primo semestre del 2022 e che prima della fine dell’anno saranno disponibili sul mercato i primi dispositivi certificati Matter.

Se vi state chiedendo cosa succederà ai vecchi dispositivi che avete già e che, come ovvio, non sono certificati Matter, vi state ponendo un’ottima domanda, ma la risposta non è così semplice: molto dipenderà da cosa decideranno di fare le case produttrici, cioè se opteranno per un aggiornamento dei loro prodotti per far sì che rispondano ai requisiti Matter o se, invece, decideranno di puntare alla vendita di nuovi prodotti.

Compatibilità con gli altri protocolli

Come abbiamo visto in precedenza, Matter ha scelto Thread e Wi-Fi come protocolli principali per i dispositivi che riceveranno la certificazione. Ma cosa succederà con gli altri protocolli?

Cominciamo con Z-Wave e Zigbee che, come sappiamo, sono usati su molti dispositivi per la domotica presenti sul mercato grazie alla loro bassa richiesta energetica e al loro funzionamento a lungo raggio.

A questo proposito gli sviluppatori di Matter hanno assicurato che continueranno a supportare i protocolli dei vecchi dispositivi e quindi non dovremmo avere la necessità di sostituire tutto, almeno in un primo momento.

Ma la vera domanda che dovremmo porci è in realtà un’altra: saremo disposti a continuare con questi protocolli alternativi quando avremo la possibilità di passare a Matter e risolvere tutti i nostri problemi di compatibilità e interoperatività? Ai posteri l’ardua sentenza!

Conclusioni

Non c’è dubbio che il protocollo Matter porterà un totale sconvolgimento nel mondo della domotica; alcuni stanno mostrando resistenza a questo cambiamento, ma se è vero come qualcuno ha detto che ‘Il più grande spreco nel mondo è la differenza tra ciò che siamo e ciò che potremmo diventare‘, noi crediamo fermamente che dovremmo accettare ed abbracciare questa trasformazione come una nuova opportunità che oltre a facilitare la nostra vita, ci fornirà strumenti sempre più evoluti e sempre più mirati a soddisfare tutte le nostre esigenze.

Pensate a come sarebbe stata, o meglio a come non sarebbe stata, la nostra vita senza rinnovamenti come l’elettricità, il telefono, internet e tante altre invenzioni che all’inizio hanno trovato resistenza, ma che si sono rivelate fondamentali per arrivare ad una maggiore qualità della vita.

Per quanto ci riguarda, noi non vediamo l’ora di poter vivere la nuova epoca della domotica. E voi?


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